COR -ona-19- TO CIRCUITO

Da qualche settimana abbiamo a casa  un’assistente vocale ,“Alexa” , quel dispositivo che oltre a  rispondere a domande, leggere le ultime notizie, fornire le previsioni del tempo, impostare sveglie, etc. riproduce anche la musica senza interruzioni di pubblicità, motivo principale per cui l’ho acquistato.

Ma l’altro giorno Alexa non aveva  ben capito la mia richiesta e mi ha suggerito lei una playlist anni ‘60 a suo gusto e piacere, cosa molto simpatica. Ecco i titoli delle prime tre canzoni:

Ma che freddo fa di Nada

Cos’è la vita senza l’amore … è solo un Albero che foglie non ha più … e s’alza il vento … un vento freddo …

Nessuno mi può giudicare di Caterina Caselli

La verità mi fa male, lo so…. lo sai! … Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu … Ognuno ha diritto di vivere come può … ho pagata cara la verità … Se ho sbagliato ora capisco perché …

Un’avventura di Lucio Battisti

Non sarà un avventura, non può essere soltanto una primavera ….

Insomma, fate voi. Non ho potuto fare a meno di pensare al periodo che stiamo attualmente vivendo;

Un momento storico che assomiglia ad un “corto circuito”,

quello che stiamo attraversando in cui siamo stati costretti a fermarci, bloccati e alterati nel nostro “funzionamento”, non più alimentato.

Era sotto gli occhi di tutti che stavamo accelerando troppo: nel feng shui si parla del periodo 9,  il picco massimo dell’ energia yang. La fame virtuale cresceva di continuo e navigare in uno spazio virtuale era diventato il nostro pane quotidiano.

Sappiamo bene che gustare, odorare e toccare per via elettronica non è possibile e del tutto insoddisfacente: ma un sentire artificiale , al di fuori del nostro corpo era diventato la nostra realtà in cui non riuscivamo più a riconoscere i confini tra realtà reale e virtuale.

Pensandoci bene, il contagio del virus COVID-19 non fa altro che evidenziare questa problematica. Il centro del pensiero immunologico è lo studio del rapporto tra il sé e il non-sé. L’organismo infettato non riesce più a distinguere ciò che gli è proprio da ciò che gli è estraneo. Sorprendente questa affinità, vero?

Lo scenario è cambiato e abituati ad un mondo dove vinceva chi era più forte, ora vince chi sopravvive. E allora come ci dobbiamo comportare? Per me non c’è dubbio: l’unica strada da prendere è quella di

ripartire da noi stessi e di recuperare la nostra unicità,

guardando dentro di noi e non fuori, come da troppo tempo eravamo abituati a fare.

L’universo  ci chiede di diventare attori di un cambiamento responsabile, ci costringe a riconsiderare le nostre certezze, le nostre azioni, i nostri valori e le nostre credenze acquisite. È solo quando sviluppiamo l’amore verso noi stessi, verso il nostro vero sé che svanirà la paura e il sentirsi insicuri perché, come afferma il principio dello specchio, il fuori riflette ciò che è dentro di noi.

Cambia direzione allora e guarda dentro non fuori da te!